ASIATRADE & SPICE UP, L’ECLETTISMO CHE PIACE. TANTO.

Innamorato della sua vita, del suo lavoro e della sua bici, Vincenzo Di Maria, titolare di Asiatrade e Spice Up, da vero “capitano” ha capito che: solo se fai squadra, vinci. Solo se dai agli altri la possibilità di esprimersi al meglio, migliori la tua realtà e te stesso. Solo se liberi il tuo eclettismo, la tua inventiva, la tua “visione”, puoi ricevere molto in cambio.

DreamTeamNella telefonata fatta a Vincenzo, fondatore delle aziende leader del settore con il più grande catalogo promozionale “on the world”, ho pensato di essermi sbagliata. Ho pensato che probabilmente non era il solo proprietario delle aziende: parlava con me e con una sua collaboratrice (ho scoperto poi) ma lo faceva come quando i “ big aziendali” si rivolgono ad altri “big”. Mi sono preoccupata. Non poco! Come avevo impostato l’intervista ….non avrebbe funzionato. “Farò l’intervista a tre. Forse a quattro… direzionando le domande. Che caos!” pensavo. Non ho variato nulla ed ho lasciato tutto al “caso”. Da Milano a Pesaro, andata e ritorno, in un giorno tra Natale e Capodanno. Mi sentivo un po’ “sopra le righe” in una giornata che si è rivelata piena. Intensa. E, per dirla alla Di Maria, dannatamente bella!

1. Iniziamo con una metafora. E’ vero che il ciclismo è la miglior metafora di vita?
… Direi proprio di si! Nel ciclismo, come nella vita, ci sono salite e discese. A volte sei solo. Devi imparare a dosare le tue energie. Devi saper decidere. Si parte e si arriva… ma quello che più conta è il tragitto. E per me questo è meraviglioso.

2. Sappiamo della sua passione per le due ruote ma non sappiamo quando e come è nata…
É nata a causa di altre due ruote… la moto. Nel 2004 ho avuto un incidente… ero tutto rotto!  Bacino, femore, insomma un incidente davvero “importante”. Per recuperare ho dovuto fare riabilitazione e per aiutarmi ho scelto la bici… oggi dico che ho quattro ruote! (ride mentre lo dice! n.d.r.). La bici mi ha aiutato molto e continua a farlo. Fisicamente e mentalmente. Mi permette di pensare e di misurarmi con me stesso. Anche se sei in gruppo, lo sforzo è tuo e solo tuo. 

3. Nel ciclismo vince chi taglia il traguardo ma pochi capiscono che la vittoria è si di uno solo ma senza una squadra è impossibile anche solo provarci. É vero? É così anche nel suo quotidiano lavorativo?
É così ed è sempre così! Il giorno di Natale mi è arrivato un messaggio che mi ha commosso, lo riconosco, da parte di una mia collaboratrice. Il messaggio diceva: La leadership non è essere migliore ma è rendere tutte le persone del proprio team, migliori.
É bello, non trovi? Lo dico sempre, anche alle ultime arrivate nel mio team: non capirò mai come ho fatto a lavorare sino ad oggi senza di loro! I miei collaboratori sono indispensabili, non utili. Indispensabili!
Sono proprietario di due aziende composte da persone diverse, come è giusto che sia, con competenze diverse ed i riconoscimenti che arrivano dai miei collaboratori, non avendo nessuna aspettativa, sono per me è una profonda soddisfazione. Il segreto è avere la fortuna di incontrare le persone giuste, al momento giusto. Ci sono stati collaboratori che mi hanno anche abbandonato… uno, anzi due!
Uno ha seguito la sua aspirazione ed è ora un insegnante. L’altro… l’altro ora lavora per la concorrenza. Eppure con lui e con i suoi vertici ho ottimi rapporti… mi hanno inviato una fotografia di quando collaboravo con loro. Ormai 25 anni fa. Accompagnata da un messaggio molto bello. Insomma, sono soddisfazioni!

4. Cosa ama del mezzo bici e perché.VincenzoSono molto competitivo sulla bici. Con il mio gruppo sportivo partecipo anche a delle gare. Ricordo molto bene la mia prima gara. Sono arrivato a circa tre ore dal primo! Ed ho pianto per altre tre ore! Non riuscivo a smettere di piangere dall’emozione. Della bici mi piace tutto. Con “LEI” condivido tutto. Ho fatto altri sport ma la bici è diversa. Fai fatica. Senti il sudore sulla pelle. Cadi e ti rialzi. Durante l’inverno senti il freddo e quando esci pensi “ma chi me lo ha fatto fare” eppure se non esci, non ti senti bene!

5.Cosa c’è della bici che si può paragonare il suo lavoro e perché
Entusiasmo. Sono il primo ad arrivare in ufficio e l’ultimo ad andare via. Non è così nelle classifiche delle gare in bici a cui partecipo… ma c’è lo stesso divertimento!
Nelle gare che facevo in moto… non ci crederai ma mia mamma si raccomandava sempre prima di ogni gara di… andare piano! Ma come? In una gara in moto? (Vincenzo si lascia totalmente andare: la sua gestualità è a dir poco fantastica! n.d.r.) Nelle gare in moto avevo una sicurezza: essere sempre ultimo! Anzi. Mi correggo; riuscii a battere un ragazzo e conquistare il penultimo posto. La sera feci una festa pazzesca con tanto di brindisi e spumante…

6. Un po’ come la Maglia Nera nel ciclismo?
Sì esatto! Solo che per conquistare la Maglia Nera si faceva una corsa nella corsa. Strategie e tattiche. E quindi c’era una competizione. Se dovessi partecipare, non dovrei neanche impegnarmi: la Maglia Nera sarebbe sicuramente mia! 

7. A quale disciplina a due ruote assocerebbe il mondo del promozionale e perché.
Scusa ma ….secondo me queste domande dovevo leggerle prima!
Vincenzo, non credo, sta andando ….benone!
Tu non lo credi… perché non sei quella intervistata… eh!
Dicevamo della bici… Ho iniziato su una MTB. Che ho ancora. Una fantastica Trek! Come nel mio lavoro anche in bici, decidevo da solo. Eppure, dopo aver provato la MTB mi sono dovuto ricredere. Fai dei percorsi da fuoristrada e succedono degli imprevisti. Un decina di volte sono stato morsicato dai cani. Insomma, in MTB ci sono salite… come gli insoluti sul lavoro (Vincenzo a questo suo paragone si stupisce della  sua stessa verità! n.d.r). Discese. Punti del percorso in cui sei costretto a caricare la bici in spalla. La MTB è più da ”iron men”, ci sono tantissimi imprevisti. Vivere la MTB è bellissimo. Ed è così il mondo del promozionale: bellissimo.
Non solo. Ogni cliente riesce a vivere una situazione trasversale: incrociare molte attività. Ed è così anche per noi. Siamo sempre coinvolti in questa loro ricerca. Sì, paragonerei il promozionale alla MTB perché: fai squadra, affronti degli imprevisti anche quelli che mai avresti pensato di poter affrontare e puoi vivere moltissime realtà.

8. Ed ancora: a quale dei tre grandi Giri: Tour/Vuelta/Giro d’Italia farebbe il paragone con il mondo del promozionale e perché.
Partendo dal presupposto che il Giro d’Italia per me tra i tre Grandi Giri è il più bello e spettacolare perché non è mai banale... come i nostri cataloghi! Sì, paragonerei il Giro d’Italia al mondo del promozionale… mi sembra un po’ una forzatura… è vero che stiamo fantasticando… però!
Non si preoccupi Vincenzo, sarà mia premura farle avere l’intervista prima di metterla on-line… 
Non hai capito… io sono già preoccupato!!!

9. Quindi, il mondo del promozionale per lei, oltre che bellissimo, è…...
Roberta, (con questo inizio capisco che nell’immediata risposta si nasconde una …storia! n.d.r), devi capire che sono nato in questo settore per caso. Era il 1989, abitavo in Olanda, ed ero alla ricerca di un souvenir per mia nipote perché stavo rientrando in Italia. Per una sfida mi ritrovo a fare un colloquio con la KCF, azienda olandese all’avanguardia nel settore del promozionale, oggi MOB (Mid Ocean Brands).
Pensa al quadro d’insieme: ero in uno showroom olandese immenso pieno di gadgets personalizzati, per un… colloquio. Un mondo si è aperto. In Sicilia, dove ho le mie origini, allora c’era al massimo il benzinaio che ti puliva il vetro dell’auto con un panno in daino personalizzato mentre tu… beh, eri “impegnato” con la ragazza che sedeva al tuo fianco!
Sì, è nato tutto grazie ad una sfida: pensavano che non parlassi olandese. Per cortesia! Io parlo… tutto! Dopo una settimana dal colloquio, una telefonata mi informava che l’azienda aveva scelto me.
Capirai il mio entusiasmo e la mia gioia! Oltre al mio sgomento… se hanno scelto me, immagina gli altri candidati! Ovvio, Roberta non scrivere… è la battuta che mi ha accompagnato un pochino! (finalmente ….anch’io scoppio a ridere….non potevo più trattenermi! n.d.r.).
Forse non riesco come vorrei a rispondere alla tua domanda. Ho solo due esperienze: in KCF e quella che vivo ancora oggi! Considera che a parte i due anni in marina, dove ho rischiato la pelle ma mi sono sentito vivo, questo lavoro è tutta la mia vita. Il mio mondo. Quello che ho sempre fatto e che credo proprio continuerò a fare.

10. Cosa vuol dire, oggi come oggi, essere alla guida di aziende come Asiatrade e Spice Up, leader del settore e cosa voleva dire quando ha iniziato.
All’inizio parti dalla base. Ovvio. Io sono partito come back-office anche se l’azienda olandese mi chiamava “Area Manager Italia”… da lì mi sono inventato.
Ho creato poco alla volta una rete, fatto meeting, realizzato un pool di aziende di acquisto per KCF in Italia. Conoscevo poco questo mondo e quindi non conoscevo nemmeno chi poteva essere un mio potenziale cliente. Non c’era internet che ti supportava. Ma era molto più bello, anche se più “faticoso”. Aiutavi il tuo cliente a diventare un rivenditore. Oggi è tutto più facile. É stata davvero una gran bella avventura con KCF che mi ha permesso poi di iniziare la mia attività. Cosa è cambiato oggi? Tutto! Il mondo è cambiato. Per fortuna. É tutto molto più veloce.
Anche se, ancora oggi ci sono persone che non capiscono bene i meccanismi di questo lavoro… una su tutte… mia mamma! Per lei, ancora oggi, io… vendo magliette!

11. Cosa migliorerebbe, se c’è da migliorare, in questo settore 
Credo che tutto il settore del promozionale sia legato ad una verticalità. Chi entra ed esce crea solo confusione. É necessario il rispetto delle regole e dei ruoli. Chiunque lavori in questo settore dovrebbero essere associato ad Assoprom (Associazione Italiana Produttori e Distributori Articoli Pubblicitari e Promozionali), avere dei vantaggi oltre che delle sicurezze e conferme di professionalità. Se incroci un’azienda associata Assoprom dovrebbe significare che lì si può comprare ad occhi chiusi. É una condizione necessaria. Dovrebbero essere le agenzie/aziende a rincorrere Assoprom e non il contrario. Ovvio, non è semplice fare un cambiamento. Ma è possibile. Io cambierei questo. Gli associati ad Assoprom sono una percentuale minima, rispetto al numero presente nel settore. Questo numero che deve crescere. 

12. Cosa rende un’azienda solida oggi e cosa la rendeva solida quando ha iniziato a lavorare in questo settore
I collaboratori. Lo era ieri, lo è anche oggi. Se non c’è un management sano e forte possiamo continuare a parlare ma non andiamo da nessuna parte. I collaboratori sono l’azienda. Punto. Se non capisci questo…
Giusto Daniela?
“Qui è così. Lo Sai! Te lo diciamo spesso. Ricevi tanto dai tuoi collaboratori perché dai tanto. E non lo dico ora perché sembra… necessario! Nella mia esperienza personale posso dire che ci sono realtà che non funzionano così… (certificato di …stima da parte di una tra le collaboratrice di Vincenzo n.d.r.)

13. Parliamo di “potere”. Potere d’acquisto. Potere di internet. Potere di un’azienda di capire l’andamento del mercato… ci può raccontare i suoi segreti.
Un po’ mi infastidisce questo termine... Insomma, oggi viviamo nella globalizzazione e bisogna stare su questa giostra. Se scendi rischi di perdere. Oggi la guerra è fatta con le fake news. Muovono mercati. Andamento. Ideologie di intere nazioni. Dicono siano più potenti della bomba atomica. Leggevo sul giornale di una persona che si è rifiutata di creare tipi di algoritmi adatti ad immettere fake news. Ha perso il lavoro ma ha realizzato un sito che si chiama algotransparency  dove l’algoritmo che crea permette la vera informazione e non la “distruzione” o manipolazione.
Detto questo, ho sempre avuto un approccio positivo e continuo a farlo. Il termine “potere” lo percepisco come qualcosa di altrettanto positivo: oggi la maggior parte di noi “può” scegliere, acquistare, decidere e risolvere qualsiasi situazione, anche la più difficile.

14. Il suo cliente ideale… se lo ha. Il cliente che non vorrebbe mai avere… ma che purtroppo, o per fortuna, ha incontrato.
Siamo in 7000 mila operatori del settore e collaboro con più della metà. Non riesco a dirti quale tra questi è quello ideale. Però ricevere un messaggio, che non è solo un messaggio di auguri ma è molto di più, da uno di questi clienti, è molto bello! É uno su ……4000 mila. Il problema è questo! (scoppia a ridere! N.d.r). Roberta, io scherzo sempre…! Il nostro mondo è bello, sono fortunato grazie ai clienti che abbiamo e naturalmente, anche loro sono fortunati ad averci come fornitori! 

15. C’è in azienda un organico o un settore con cui ha un particolare e sinergico rapporto di lavoro?
Siamo dei distributori. Siamo tra l’importatore ed il cliente. Tentiamo, sempre, di fare al meglio il nostro lavoro. Non ti nascondo che stiamo creando ed implementando altri servizi che possono migliorarci e migliorare il servizio.

16. Ci può dire come è stato il vostro bilancio in azienda (non in numeri) a fine 2018. Quali i vostri obiettivi per il nuovo anno?
Abbiamo chiuso il 2018 raggiungendo i nostri obiettivi segnati ad ottobre del 2017. Abbiamo rinforzato il nostro posizionamento sul mercato in numeri e volumi. Per il 2019, vogliamo raccogliere tutte le evoluzioni messe in atto durante il 2018, e sono sicuro che, a fine anno, supereremo le nostre attese.

17. C’è un segmento di mercato che volete conquistare? Se sì, quali strategie utilizzerete?
Come ogni anno il nostro obiettivo è aumentare il numero dei clienti… naturalmente!
Considera che noi siamo mono-cliente. Andare a toccare una tipologia diversa di cliente non è così semplice. Ed è fattibile solo attraverso un cliente fidelizzato da tempo.

18. Torniamo a parlare per metafore. Quali sono le doti di un buon leader… sportivo e lavorativo. Secondo lei.
Arrivare al lavoro sempre prima di tutti gli altri e andare via sempre dopo tutti gli altri! Un po’ come Ronaldo… e dare la possibilità alle altre persone di esprimere il meglio di sé!

19. Ci dica la verità: ha mai firmato qualche contratto, vendita importare mentre pedalava sulla sua bici…
Non c’è il tempo di concludere dei contratti. Di fare due parole tra noi ciclisti: gli automobilisti si innervosiscono se ti vedono che scambi due parole!! Ma…. ora che ci penso bene: una vendita ed un contratto non li ho mai conclusi “pedalando” ma ho assunto un ragazzo: Italo Preti. Un fenomeno! Vale, vero?

20. Il ciclismo italiano è Vincenzo Nibali, Fabio Aru, il campione olimpico, Elia Viviani ma anche la campionessa europea, Marta Bastianelli e tanti altri.
Se un campione di questi scegliesse una sua Azienda per personalizzare la sua “bici” e gli accessori affini, cosa consiglierebbe?
A Fabio Aru consiglierei di personalizzare la sella.
A Elia Viviani il casco. 
A Marta Bastianelli, molto bella e brava, farei personalizzare una pettorina… è una grande atleta ed una… mamma.
A Vincenzo Nibali… non saprei.  In onestà, non consiglierei nulla…

21. Possiamo sognare. Un bel giorno una telefonata le annuncia che lei è il nuovo CT della Nazionale di Ciclismo su strada (chiediamo perdono a Davide Cassani!). La sua prossima sfida sono le Olimpiadi di Tokyo 2020. Qual è la sua Nazionale Ideale? 
Innanzitutto stimo moltissimo Davide Cassani! E se mai dovesse leggere questa intervista… spero possa divertirsi. 
Allora, mettiamo che sia un percorso aperto a più soluzioni. In Italia ci sono tantissimi campioni ma sceglierei: Fabio Aru… tutta la vita! Elia Viviani: non si deve escludere un fuoriclasse come lui! Moreno Moser e Giovanni Visconti. Sono un fan inarrestabile di Giovanni Visconti!

22. Come un vero bikers, lei i KM li macina. Tempo, difficoltà, salite che ci sono da Pesaro a Modena, le sedi delle sue aziende... in bici!
Che domanda… ci sono poche salite da Modena a Pesaro! 
Quest’anno ho fatto solo 6000 Km. Di solito viaggio sui 9000 Km. Sono riuscito anche ad inscrivermi alla Maratona des Dolimites il 7 luglio 2019! Segnato in agenda. Ho partecipato all’edizione del 2016 ed ho registrato un tempo di 8h e 31’. Lì ho visto Alex Zanardi, mi ha ispirato, è fantastico! Ho intenzione di migliorarmi ed ho già iniziato l’allenamento…

23. Torniamo al mondo del promozionale. Perché Asiatrade e Spice Up scelgono ancora il PromoRoadShow?  C’è qualcosa si può migliorare secondo Lei?
Diciamo che circa 20 anni fa ho iniziato a fare un’esperienza simile con alcuni colleghi. Era qualcosa di “rudimentale”. Poi mi sono fermato. Ed è arrivato il Format PromoRoadShow a cui abbiamo aderito. Oggi siamo al PromoRoadShow perché ci sono dei vantaggi oggettivi. Perché è il Format fieristico di settore ed è giusto essere presenti. Questo però non tutte le aziende del settore lo hanno compreso. Posso fare una critica costruttiva? La faccio: andrebbe vissuto in modo diverso, gestito e comunicato in modo diverso. Tutto, secondo me, passa dall’essere associato ad Assoprom. Perché essere associato ad Assoprom deve diventare una necessità perché dà sicurezze, garanzie, vantaggi e funzionalità.
Il PromoRoadShow dovrebbe, così, diventare di “nicchia”. Deve essere l’azienda a rincorrere il PromoRoadShow . Chi è associato ad Assoprom può essere presente al PromoRoadShow. Caso contrario, no!
L’essere associato permette, così, agli ideatori del Format di conoscere il valore del parco clienti in un tempo strettissimo e in modo globale per capire il giusto approccio lavorativo. Questo può essere funzionale anche alle agenzie. Lo ripeto: è facile parlare. Eppure io lavorerei su questa direzione perché questa è la mia visione.

24. Cosa vuole dire quindi agli ideatori del PromoRoadShow?
Che rispetto tutti ed anche loro. Ma dovrebbero condividere le idee. Sanno dove si trova il “punto G”… si dice, vero? Ed è il momento di andarlo a toccare!

Un grazie di cuore a Vincenzo Di Maria perché ha confermato la mia sensazione iniziale e “telefonica” rassicurandomi, inconsapevolmente, che non sono “matta”:  non è il solo proprietario di Asiatrade e Spice Up. Lo sono tutte le persone che lavorano con lui.

Roberta Ceppi

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